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	<title>davidecarpanese &#8211; Dr. Davide Carpanese</title>
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	<description>Psicologo e Psicoterapeuta</description>
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		<title>Psicoterapeuta ad indirizzo Cognitivo-Costruttivista: cosa vuol dire?</title>
		<link>https://davidecarpanese.it/psicoterapeuta-ad-indirizzo-cognitivo-costruttivista-cosa-vuol-dire/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dr. Davide Carpanese]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2020 10:19:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[costrutti]]></category>
		<category><![CDATA[davidecarpanese]]></category>
		<category><![CDATA[George Kelly]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E&#8217; possibile cambiare il pensiero e l&#8217;agire attraverso l&#8217;uso delle metafore? Molte volte i miei pazienti e le persone con cui collaboro mi chiedono quale sia il mio approccio professionale. Questo mi fa pensare al fatto che abbiano già avuto modo di confrontarsi con altri professionisti. Questi ultimi aderenti ad approcci diversi dal mio o&#8230;</p>
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<p>E&#8217; possibile cambiare il pensiero e l&#8217;agire attraverso l&#8217;uso delle metafore?</p>
<p>Molte volte i miei pazienti e le persone con cui collaboro mi chiedono quale sia il mio approccio professionale.</p>
<p>Questo mi fa pensare al fatto che abbiano già avuto modo di confrontarsi con altri professionisti.</p>
<p>Questi ultimi aderenti ad approcci diversi dal mio o semplicemente sono molto interessati alla storia della psicologia.</p>
<p>Io baso molte delle mie attività, formative, di coaching e di psicoterapia, sulla Teoria dei costrutti personali di <strong>George Kelly</strong>.</p>



<p>L’idea alla base della <strong>teoria dei costrutti personali</strong> è che crescendo ci costruiamo una serie di rappresentazioni mentali che utilizziamo per interpretare gli eventi.</p>
<p>Queste rappresentazioni si basano sull’esperienza e sull’osservazione.</p>



<h4>Da dove deriva questo approccio?</h4>



<p>Negli anni 50 la psicoanalisi e il comportamentismo hanno prodotto importanti evidenze scientifiche a favore della conoscenza del funzionamento psicologico degli esseri umani. La teoria dei costrutti personali di George Kelly si pone in una posizione intermedia tra le due teorie dominanti a quei tempi.</p>



<p>Kelly prende dal <strong>comportamentismo</strong> l’importanza dell’apprendimento nella determinazione della personalità. Dalla <strong>psicoanalisi</strong> invece viene l’idea che esistono una serie di convinzioni inconsce costituite a partire dalle esperienze significative precoci.</p>



<p>Ne deriva una teoria cognitiva sulla costruzione dell’<strong>esperienza</strong> e, in parte, dell’identità personale.</p>



<h4>I Costrutti personali</h4>



<p>I costrutti personali non sono puri concetti, in quanto appiattirebbero il significato stesso della costruzione.</p>



<p>I costrutti sono degli schemi mentali, delle <strong>&#8220;lenti&#8221;</strong> attraverso cui diamo senso alle nostre vicende in rapporto al mondo.</p>
<p>Facciamo esperienza del mondo attraverso le &#8220;lenti&#8221; dei nostri costrutti. I costrutti così influenzano il nostro pensare e agire.</p>





<p>La <a href="http://davidecarpanese.it/dalla-metafora-dellacqua-%f0%9f%92%a7-e-quella-della-foglia-%f0%9f%8d%83-alla-metafora-dello-stormo-di-uccelli-%f0%9f%a6%85/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>psicoterapia costruttivista</strong> </a>rappresenta un processo creativo ed ha la finalità di promuovere l’acquisizione di nuove modalità di comprensione. Nel contesto terapeutico c’è una lenta fase di costruzione che permette di considerare nuove ipotesi, nuovi modi di immaginare e di vedersi. Vengono usate <strong>metafore</strong> e <strong>analogie</strong> che aiutano a fare spazio a nuove <strong>dimensioni di significato</strong>. Attraverso le metafore è possibile cambiare il pensiero e l&#8217;agire.</p>



<p>Proprio attraverso l’esperienza presente gettiamo le basi per un nuovo modo di comprendere il futuro.</p>



<p>Generalmente costruiamo la comprensione degli eventi mediante repliche delle lezioni tratte in passato. Quindi tendiamo ad anticipare gli eventi secondo le nostre aspettative e siamo più propensi ad attribuire un significato piuttosto che un altro a ciò che ci succede. L’aspetto relativo alla costruzione dell’esperienza consiste nel fatto che gli eventi sono caratterizzati da processi di somiglianza e di contrasto, inerenti il passato ma che si rivelano nel momento presente e, pertanto, portano a ricostruire continuamente la nostra esperienza. Con questo approccio possiamo cambiare il pensiero e l&#8217;agire con le metafore.</p>



<h4>Dal libro di Kelly</h4>



<blockquote class="wp-block-quote">
<p><em>“Un costrutto, come la stessa radice semantica lascia intuire, è l’unità elementare di discriminazione attraverso la quale si attua il processo di costruzione. È una dimensione di senso, un asse di riferimento, un criterio fondamentale di valutazione […] I costrutti sono le chiavi di lettura che rendono il mondo intelligibile: se non disponessimo di tali criteri di discriminazione, il fluire degli eventi ci apparirebbe indifferenziato e di conseguenza privo di significato” </em></p>
<p><strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/George_Kelly" target="_blank" rel="noreferrer noopener">George Kelly</a></strong></p>
</blockquote>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="729" class="wp-image-741" src="http://davidecarpanese.it/wp-content/uploads/2020/06/img_2333-1024x729.jpg" alt="cambiare il pensiero e l'agire con le metafore" srcset="https://davidecarpanese.it/wp-content/uploads/2020/06/img_2333-1024x729.jpg 1024w, https://davidecarpanese.it/wp-content/uploads/2020/06/img_2333-300x214.jpg 300w, https://davidecarpanese.it/wp-content/uploads/2020/06/img_2333-768x547.jpg 768w, https://davidecarpanese.it/wp-content/uploads/2020/06/img_2333.jpg 1242w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" />
<figcaption>Parte della mia biblioteca</figcaption>
</figure>
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		<title>Sveglia! Il mondo è ammalato ma per colpa di chi?</title>
		<link>https://davidecarpanese.it/sveglia-il-mondo-e-ammalato-ma-per-colpa-di-chi-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dr. Davide Carpanese]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 May 2020 15:00:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[2020]]></category>
		<category><![CDATA[corona]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
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		<category><![CDATA[covid-19]]></category>
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		<category><![CDATA[virus]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il titolo di questo articolo prende spunto dalla famosa canzone di Adelmo Fornaciari, noto anche con lo pseudonimo di Zucchero. Siamo in un periodo di distanziamento sociale obbligato: nei negozi si entra con guanti e mascherina protettiva, il personale ti ricorda la distanza tra avventori e contingenta gli ingressi, alle casse è necessario accedere in&#8230;</p>
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<p>Il titolo di questo articolo prende spunto dalla famosa canzone di Adelmo Fornaciari, noto anche con lo pseudonimo di Zucchero.</p>



<p>Siamo in un periodo di distanziamento sociale obbligato: nei negozi si entra con guanti e mascherina protettiva, il personale ti ricorda la distanza tra avventori e contingenta gli ingressi, alle casse è necessario accedere in maniera dilazionata e si parla con gli operatori attraverso vetri o plexiglas.</p>



<p>Oggi sono andato in un negozio correttamente munito di mascherina e guanti monouso, per una piccola spesa e successivamente mi sono recato alle casse per pagare.</p>



<p>Resto in piedi in coda e rispetto le distanze imposte per legge e contrassegnate da nastro adesivo sul pavimento. La signora davanti a me mi intima con tono minaccioso: “può stare più indietro?”. Io annuisco ed indietreggio per evitare inutili discussioni.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="900" height="1024" src="http://davidecarpanese.it/wp-content/uploads/2020/05/img_1037-3-900x1024.jpg" alt="" class="wp-image-719" srcset="https://davidecarpanese.it/wp-content/uploads/2020/05/img_1037-3-900x1024.jpg 900w, https://davidecarpanese.it/wp-content/uploads/2020/05/img_1037-3-264x300.jpg 264w, https://davidecarpanese.it/wp-content/uploads/2020/05/img_1037-3-768x874.jpg 768w, https://davidecarpanese.it/wp-content/uploads/2020/05/img_1037-3-1350x1536.jpg 1350w, https://davidecarpanese.it/wp-content/uploads/2020/05/img_1037-3-1800x2048.jpg 1800w, https://davidecarpanese.it/wp-content/uploads/2020/05/img_1037-3.jpg 1944w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /><figcaption>Eccomi bardato per la missione</figcaption></figure>



<p>Al che ho iniziato a riflettere sul fatto che è necessario attenersi a ciò che ci viene richiesto, senza essere troppo aggressivi, con il rischio di infastidire il prossimo.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1487" height="2560" src="http://davidecarpanese.it/wp-content/uploads/2020/05/img_1036-3-scaled.jpg" alt="" class="wp-image-720" srcset="https://davidecarpanese.it/wp-content/uploads/2020/05/img_1036-3-scaled.jpg 1487w, https://davidecarpanese.it/wp-content/uploads/2020/05/img_1036-3-174x300.jpg 174w, https://davidecarpanese.it/wp-content/uploads/2020/05/img_1036-3-595x1024.jpg 595w, https://davidecarpanese.it/wp-content/uploads/2020/05/img_1036-3-768x1322.jpg 768w, https://davidecarpanese.it/wp-content/uploads/2020/05/img_1036-3-892x1536.jpg 892w, https://davidecarpanese.it/wp-content/uploads/2020/05/img_1036-3-1190x2048.jpg 1190w" sizes="(max-width: 1487px) 100vw, 1487px" /></figure>



<p>Per affrontare la salute mentale e gli aspetti psicosociali dell&#8217;epidemia di COVID-19 si fa riferimento ad un termine composito &#8220;salute mentale e supporto psicosociale&#8221; (MHPSS) usato nelle Linee Guida del Comitato Permanente Inter-Agenzie (IASC) per i MHPSS nei Pronto Soccorsi per descrivere &#8220;qualsiasi tipo di supporto locale o esterno che mira a proteggere o promuovere il benessere psicosociale e/o prevenire o trattare le condizioni di salute mentale&#8221;.</p>



<p>Nelle linee guida IASC per MHPSS in situazioni di emergenza raccomandano l&#8217;integrazione di più livelli di intervento nell&#8217;ambito delle attività di risposta alle epidemie. Questi livelli si allineano con uno spettro di salute mentale e bisogni psicosociali e sono rappresentati in una piramide di interventi che vanno dall&#8217;incorporare considerazioni sociali e culturali nei servizi di base, al fornire servizi specializzati per le persone con condizioni più gravi. I principi fondamentali includono: non danneggiare, promuovere i diritti umani e l&#8217;uguaglianza, utilizzare approcci partecipativi, basarsi sulle risorse e capacità esistenti, adottare interventi multilivello e lavorare con sistemi di supporto integrati.</p>



<p>In qualsiasi epidemia, è comune che le persone si sentano stressate e preoccupate. Risposte comuni delle persone colpite (sia direttamente che indirettamente) potrebbero includere:</p>



<p>Paura di ammalarsi e morire</p>



<p>Evitare di avvicinarsi alle strutture sanitarie per paura di essere infettati durante le cure</p>



<p>Paura di perdere mezzi di sussistenza, di non essere in grado di lavorare durante l&#8217;isolamento e di essere licenziati dal lavoro</p>



<p>Paura di essere socialmente esclusi / messi in quarantena a causa dell&#8217;associazione con la malattia (ad es. razzismo contro persone che provengono o sono percepite come provenienti da aree colpite)</p>



<p>Sentirsi impotenti nel proteggere i propri cari e la paura di perdere i propri cari a causa del virus</p>



<p>Paura di separarsi dalle persone care e dai caregiver a causa del regime di quarantena</p>



<p>Rifiuto di prendersi cura di minori non accompagnati o separati, persone con disabilità o anziani a causa della paura dell&#8217; infezione, perché i genitori o gli operatori sanitari sono stati messi in quarantena</p>



<p>Sensazione di impotenza, noia, solitudine e depressione dovute all&#8217;isolamento</p>



<p>Paura di rivivere l&#8217;esperienza di un&#8217;epidemia precedente</p>



<p>Le emergenze sono sempre stressanti, ma fattori di stress specifici dell&#8217;epidemia COVID- 19 influenzano la popolazione.<br>Gli stress includono:</p>



<p>Rischio di essere infettati ed infettare gli altri, soprattutto se la modalità di trasmissione di COVID-19 non è al 100% chiara</p>



<p>Sintomi comuni di altri problemi di salute (ad es. Febbre) possono essere confusi con COVID-19 e portare alla paura di essere infetto</p>



<p>I caregivers possono sentirsi sempre più preoccupati per il fatto che i loro figli siano a casa da soli (a causa della chiusura delle scuole) senza cure e supporto adeguati. La chiusura delle scuole può avere un effetto differente sulle donne, le quali forniscono la maggior parte dell&#8217;assistenza all&#8217;interno delle famiglie, con conseguente limitazione del loro lavoro e delle opportunità economiche.</p>



<p>Rischio di deterioramento della salute fisica e mentale delle persone vulnerabili, ad esempio gli anziani (Intervento 1) e le persone con disabilità (Intervento 2), se gli operatori sanitari vengono messi in quarantena e se altre cure/ supporto non sono garantite.</p>



<p><a href="http://www.salute.gov.it/nuovocoronavirus">Fonte: Ministero della Salute</a></p>



<p>Sono dell’idea che una parte importante del lavoro che noi psicologi stiamo già svolgendo, arriverà a breve per gestire tutto ciò che il COVID-19 lascerà a livello mentale.</p>
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		<item>
		<title>“Dulcis in fundo” o “In cauda venenum”: la potenza comunicativa della lingua latina</title>
		<link>https://davidecarpanese.it/la-potenza-della-lingua-latina/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dr. Davide Carpanese]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Apr 2020 16:22:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Oggi al telefono con un collega abbiamo rivangato la potenza comunicativa di quella che in molti reputano una “lingua morta”: il latino. Al liceo ho sempre avuto molta difficoltà a studiarlo, proprio perché pensavo non servisse. In età adulta invece mi sto rendendo conto di quanto potente sia il latino e di quanto utili siano&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Oggi al telefono con un collega abbiamo rivangato la potenza comunicativa di quella che in molti reputano una “lingua morta”: il latino.</p>



<p>Al liceo ho sempre avuto molta difficoltà a studiarlo, proprio perché pensavo non servisse. In età adulta invece mi sto rendendo conto di quanto potente sia il latino e di quanto utili siano tutte le frasi che portiamo dal passato nel nostro presente e manterremo per i posteri.</p>



<p>Queste citazioni latine sono scolpite nella pietra, immortali. Tutto ciò che scriviamo oggi è per la maggior parte digitale. Cosa rimarrà a chi verrà dopo di noi? Qui sotto la citazione latina che descrive pienamente il concetto.</p>



<blockquote class="wp-block-quote">
<p>VERBA VOLANT SCRIPTA MANENT</p>
<cite>Caio Tito</cite></blockquote>



<p>Approfondendo la questione siamo arrivati anche a due locuzioni latine che pensavo in antitesi tra loro ma in realtà veicolano lo stesso significato.</p>



<p>“Dulcis in fundo” è un&#8217;espressione che significa &#8220;il dolce giunge alla fine del pranzo&#8221;. Quest&#8217;espressione sembra opporsi alla locuzione latina “In cauda venenum”, indicante l’intento di tenersi il colpo letale al termine di un processo apparentemente innocuo.</p>



<p>In realtà anche “dulcis in fundo” è utilizzata con il medesimo significato, con la stessa ambiguità dell&#8217;espressione italiana &#8220;adesso viene il bello!&#8221; sottolineata da inflessione del tono di voce che ne dà il corretto significato.</p>



<p>“In cauda venenum” si riferisce allo scorpione che sarebbe poco pericoloso, ma ha una coda altamente velenosa. La locuzione viene usata quando un oratore inizia un discorso in maniera positiva e carezzevole, mettendo volutamente la stoccata alla fine.</p>



<h2>Il latino è una lingua indoeuropea, alla base dello sviluppo di moltissime lingue attualmente parlate.</h2>
<p>Studiare Latino permette diversi benefici quali:</p>



<p>&#8211; conoscere i grandi autori del passato.</p>



<p>&#8211; sviluppare la logica dato che lo studio di una lingua antica insegna a ragionare diversamente da come siamo abituati.</p>



<p>&#8211; conoscere le proprie radici poiché spalanca la comprensione del presente come epoca che è figlia di un passato.</p>



<p>&#8211; sviluppare l’uso della metafora, utilizzabile in moltissime situazioni, finanche nel contesto terapeutico con il paziente.</p>



<p>&#8211; fortificare il linguaggio e le parole.</p>



<h2>La lingua e la parola raccontano la storia di una civiltà, dell’evoluzione umana, della cultura di un popolo.</h2>
<p>Prendiamo ad esempio il termine “cultura”: esso descrive una storia, racconta una parte dell’avventura umana. Il verbo che è alla base della parola “cultura” sottolinea e descrive il passaggio dell’uomo dalla condizione nomade a quella sedentaria. Il verbo significa “coltivare”, “abitare”, “venerare”. Un popolo che diventa sedentario ha imparato a coltivare la terra, la abita e venera le divinità del luogo. Nel termine “cultura” risiede questo radicamento nelle proprie origini e nella propria terra, senza il quale non è possibile crescere e dare frutti. Da questo radicamento nasce la possibilità di trarre linfa vitale, la possibilità di germogliare e di crescere nel fusto dando buoni frutti. La cultura quindi deriva da un passato, il terreno in cui siamo cresciuti e si apre ad una domanda sul presente e sul futuro.</p>



<p>Come diceva G. Kelly: “La psicoterapia deve concentrarsi sulla creazione di nuove /ipotesi/previsioni che costituiscano un livello più elevato verso l’invenzione di un nuovo sistema di significati, piuttosto che cercare di riparare o rattoppare i guasti del sistema corrente”.</p>



<p>Proprio per questo è importante avere un ottimo uso del linguaggio poiché come principali strumenti lavorativi con la persona, uno psicoterapeuta usa l’ascolto e la parola.</p>
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		<title>Una serata da Leader con Julio Velasco</title>
		<link>https://davidecarpanese.it/una-serata-da-leader-con-julio-velasco/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Dr. Davide Carpanese]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Oct 2016 08:37:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Evento]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ieri ero tra il pubblico ed ho partecipato ad una serata con Julio Velasco. Vi riporto alcuni concetti chiave che mi sono segnato durante l’ora di discorso sulla LEADERSHIP, li userò come meglio credo durante le mie attività… ognuno di voi ne faccia ciò che desidera perché la condivisione è il metodo migliore per influenzare&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://davidecarpanese.it/una-serata-da-leader-con-julio-velasco/">Una serata da Leader con Julio Velasco</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://davidecarpanese.it">Dr. Davide Carpanese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri ero tra il pubblico ed ho partecipato ad una serata con Julio Velasco.</p>
<p>Vi riporto alcuni concetti chiave che mi sono segnato durante l’ora di discorso sulla LEADERSHIP, li userò come meglio credo durante le mie attività… ognuno di voi ne faccia ciò che desidera perché la condivisione è il metodo migliore per influenzare positivamente il mondo e gli altri!</p>
<p>BUONA LETTURA E BUONA CONDIVISIONE!</p>
<h2><strong>Non basta fare bene le cose, bisogna fare il meglio! </strong></h2>
<p>Fare bene una cosa è farla meglio degli altri per arrivare tra i primi, in qualsiasi ambito. Il leader allena sapendo che la squadra sa già giocare! Però non è sufficiente che tu sappia giocare, devi farlo meglio degli altri! Spesso nelle aziende e nei team di lavoro/squadra non si cercano i problemi per risolverli ma si va a ricercare chi li ha creati per mandarlo via</p>
<h2><strong>Non mollare mai! Mai!</strong><strong> </strong><strong>Non creare la mentalità della perfezione</strong>!</h2>
<p>Il perfezionista è un perdente, predica la sconfitta! “Vinceremo se siamo perfetti” ha il concetto che vinceremo SOLO se siamo perfetti. Possiamo vincere perché gli avversari hanno difetti, tutti li abbiamo, ma i nostri pregi sono di più! Quindi è necessario far vedere poco i nostri difetti e molto di più i nostri pregi. Nascondere i difetti è mettere in mostra i pregi, senza dimenticarsi di compensare la squadra. Tutti i grandi giocatori hanno sempre riconosciuto i giocatori minori che facevano un lavoro differente. Rinunciare alla individualità per fare squadra è sbagliato, bisogna condividere le individualità per creare una squadra variopinta e creativa!</p>
<h2><strong>Il leader vuole guidarmi DOVE? </strong></h2>
<p>Leadership e squadra sono il tema del momento ma che ci vuole per essere leader? Guidare al miglioramento è troppo generale e astratto, per cosa combatto, per dove? È necessario essere specifici! Il nostro cervello ragiona in maniera specifica e non generale. Necessario fissare degli obiettivi SMART! Facilmente riconoscibili, raggiungibili e far capire che sono raggiungibili! Nelle riunioni non c&#8217;è la verità, la VERA VERITA’ è al bar, in camera c&#8217;è la verità.</p>
<h2>Col tuo collega sei vero e non col tuo capo o leader!</h2>
<p>I giocatori devono credere in ciò che il coach dice e lui stesso deve crederci! Il gruppo deve vivere la possibilità che ci si possa riuscire! Il leader deve stabilire delle priorità.</p>
<h2>Cosa e come corregge il Leader?</h2>
<p>Quando un allenatore va a correggere 10 cose e prova a migliorarle tutte, la squadra sarà migliore, ma non vincerà.</p>
<p>Quando su 10 cose ne scelgo 1 per ognuno, vedrai che il singolo cambierà e migliorerà bene quella cosa!</p>
<p>Quando mi focalizzo su 1 cosa per ognuno, abbiamo 7 cose migliorate e la squadra fa un SALTO DI QUALITÀ!</p>
<p>Il giocatore che migliora 1 cosa si sente CAMBIATO E MIGLIORATO! Se c’è meno acqua, una tazzina di caffè alla volta, l&#8217;acqua bolle prima.</p>
<p>Fatto ciò, man mano che le cose sono migliorate, cambiamo cose da migliorare per un’evoluzione continua.</p>
<h2>Per far migliorare è necessario dare buoni feedback: buono non nel senso di POSITIVO, ma nel senso di COSTRUTTIVO.</h2>
<p>I bambini sono geni nell&#8217; utilizzo del tablet/smartphone, perché? Noi che siamo di un’altra generazione invece non cambiano mai. Il digitale ha FEEDBACK IMMEDIATO! E&#8217; semplice e il bambino impara subito. Sono io che sbaglio nel digitale, se faccio bene = funziona, se faccio male = non funziona! Per chi non è nativo digitale, ovvero chi è nato nell’era degli apparecchi meccanici: do una botta e la cosa funziona! Purtroppo l&#8217;era digitale non è così, il feedback positivo è immediato! Il telefono non da emozioni quindi mi arrabbio io per il feedback negativo, non funziona e sono io che non funziono (semplicemente non va). Se io coach, nel dare un feedback negativo, mi arrabbio trasmetto emozione negativa e non va bene. Lavorare con il settore giovanile aiuta a non dare feedback con emozione negativa, poiché questo tipo di feedback paralizza i ragazzi!</p>
<h2><strong>Non è importante COSA dico né COME lo dico, ma COSA ARRIVA A VOI!</strong></h2>
<p>Devo cercare il modo di far arrivare le cose nella maniera migliore! È necessaria la motivazione del leader: vedere che la sua struttura migliora giorno per giorno. Andare a parlare con il mio gruppo, uno ad uno, domandandosi quale è la sua motivazione! Anticipare il pensiero negativo della persona mettendosi nella sua testa, capire le motivazioni sue e non usare ed inculcare le nostre!</p>
<h2><strong>Senso di GIUSTIZIA. Deve essere giusto e deve anche SEMBRARLO!</strong><strong> </strong></h2>
<p>Le differenze che fai mentre coordini mentre scegli, i giocatori non le capiscono! Devi farlo capire che le misure che adotti sono giuste!</p>
<h2><strong>Il leader DEVE essere AUTENTICO e CREDIBILE!</strong></h2>
<p>La tecnica è corretta ma non trasmetti nulla di tuo! Ad esempio Vasco Rossi non è un fenomeno a cantare ma è credibile, è lui che ti dice qualcosa! Le sue canzoni ti entrano dentro come un pugno e funzionano perché lui stesso ci crede, è autentico ed è lui stesso ad essere autentico! Un leader deve essere se stesso, se sei te stesso e lo dici, ti seguono tutti! Ammettere “questo non lo so” è potente, se ammetti, nessuno metterà il dito nella piaga! AUTENTICO! E CREDIBILE!</p>
<h2><strong>Il </strong><strong>CARISMA lo ottieni perché parli di cose che SAI BENE!</strong></h2>
<p>SAPERE MOLTO non vuol dire avere molte informazioni, sapere non vuol dire sapere ma SAPERLO DIRE! Altrimenti hai letto l’informazione, è entrata ma non è stata PROCESSATA dal tuo cervello! È necessario avere anche poche info ma tutte processate! Altrimenti LA CONOSCI MA NON LA SAI!</p>
<h2><strong>Lo sport ha la bellezza che ti fa capire che esiste la vincita e la perdita!</strong></h2>
<p>Siamo sempre pronti a giudicare i più bravi. Tra i bambini, quando scelgono i compagno di squadra, i due migliori fanno pari e dispari e scelgono dal più bravo al più scarso (sempre) e farebbero meglio di un coach sportivo! Non è negando la realtà ma affrontando la realtà e creando una cultura di solidarietà che si arriva al miglior risultato! Se uno non aiuta il compagno che gioca male non si arriva al risultato, FA PARTE DEL GIOCO!</p>
<h2><strong>Il coach non deve mai dire “Perdo più tempo a spiegarlo che farlo io”!</strong><strong> </strong></h2>
<p>Allenare ed essere leader vuol dire FAR FARE TUTTO! I miei secondi allenatori sono TUTTI fantastici allenatori OGGI! Probabilmente li so scegliere bene ma anche li so gestire e gli do delle responsabilità molto grandi da gestire, in  modo da farli crescere! Il secondo allenatore parla con parte della squadra su alcuni ruoli particolari poi la squadra va come un treno, perché la responsabilità è condivisa con tutti! Senza dimenticarsi che +Responsabilità = +Preoccupazioni. Nel gestire le interferenze esterne è fondamentale capire e analizzare quello che posso modificare io, poi cosa può modificare l&#8217;altro! Consiglio: tenere lontano le persone negative invitandole a pranzo limitando i danni e lasciare la squadra a lavorare meglio!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questo fa un buon leader!</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://davidecarpanese.it/una-serata-da-leader-con-julio-velasco/">Una serata da Leader con Julio Velasco</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://davidecarpanese.it">Dr. Davide Carpanese</a>.</p>
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