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	<title>Dr. Davide Carpanese</title>
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	<description>Psicologo e Psicoterapeuta</description>
	<lastBuildDate>Thu, 20 Feb 2025 18:13:39 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
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		<title>Manuale sull&#8217; Intelligenza Artificale &#8220;AI Experience con 101Ò&#8221;</title>
		<link>https://davidecarpanese.it/manuale-ai-experience-intelligenza-artificiale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dr. Davide Carpanese]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Feb 2025 17:52:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ho avuto la grande possibilità di cimentarmi nella scrittura di un manuale &#8220;AI Experience con 101Ò&#8221;. Assieme ad altri coautori abbiamo collaborato sul tema dell’ Intelligenza Artificiale nei molteplici ambiti delle Risorse Umane. Il nostro team multidisciplinare, con la metodologia agile e con la supervisione dell&#8217;AI, ha lavorato sul come questo strumento possa supportare efficacemente&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ho avuto la grande possibilità di cimentarmi nella scrittura di un manuale <strong>&#8220;AI Experience con 101Ò&#8221;</strong>.</p>
<p>Assieme ad altri coautori abbiamo collaborato sul tema dell’ Intelligenza Artificiale nei molteplici ambiti delle Risorse Umane.</p>
<p>Il nostro team multidisciplinare, con la metodologia agile e con la supervisione dell&#8217;AI, ha lavorato sul come questo strumento possa supportare efficacemente professioniste e professionisti della formazione, facilitazione, selezione e coaching.</p>
<p>Il prodotto è un manuale, pratico ed in costante evoluzione, con all’interno le nostre esperienze condivise attraverso molti strumenti pronti all’uso e applicabili.</p>
<p>Con uno sguardo rivolto al futuro, con approccio positivo rispetto alle potenzialità dell&#8217;AI nel mondo del lavoro.</p>
<p>Ora inizia il tam tam mediatico. Buona lettura!</p>
<p><a href="https://www.amazon.it/Experience-101%C3%92-aggiornamento-dellIntelligenza-Artificiale/dp/B0DNRS33V4">COMPRALO @ AMAZON</a></p>
<p><a href="https://www.atomheartmagazine.com/ai-experience-101o-recensione/">LINK @ ATOMHEARTMAGAZINE</a></p>
<p><a href="https://www.farodiroma.it/tecnologia-ia-2025-forema-101o-eccellenza-italiana-innovazione-e-formazione-per-aziende-del-futuro-esperienza-dellia-con-101o-cose-il-101o-chi-sono-gli-autori-agw/">LINK @ FARO DI ROMA</a></p>
<p><a href="https://www.ildiariodellavoro.it/ai-experience-con-101o-di-aa-vv-edizioni-forema/">LINK @ IL DIARIO DEL LAVORO</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>COMPLOTTI: è colpa dell&#8217;ansia? Ecco cosa ci dice la Psicologia.</title>
		<link>https://davidecarpanese.it/eventi-complotti-ansia-psicologia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dr. Davide Carpanese]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Aug 2021 16:34:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non posso non riflettere su quello che sta capitando per la situazione vaccini e COVID-19. Io credo che i complotti che &#8220;spiegano&#8221; importanti eventi siano figli dell&#8217;ansia. Dare un senso agli avvenimenti ci spinge ad organizzarli in una narrazione coerente. Persone che credono che il vaccino si attiverà con la tecnologia 5G per ammazzarci tutti.&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h4>Non posso non riflettere su quello che sta capitando per la situazione vaccini e COVID-19.</h4>
<p>Io credo che i complotti che &#8220;spiegano&#8221; importanti eventi siano figli dell&#8217;ansia. Dare un senso agli avvenimenti ci spinge ad organizzarli in una narrazione coerente. Persone che credono che il <strong>vaccino</strong> si attiverà con la tecnologia <strong>5G</strong> per ammazzarci tutti. <strong>Cospirazioni politiche</strong>, crisi economica voluta dai <strong>Big Pharma, Grande Reset</strong> per sovrappopolazione mondiale. Microchip sottocutanei, nanotecnologie innestate a nostra insaputa, <strong>Green Pass</strong> per dividere la popolazione e ghettizzarci in una dittatura sanitaria&#8230;</p>
<p>Partiamo dal chiederci: siamo mai stati sulla <strong>Luna</strong>? L&#8217;<strong>11 settembre</strong> e l&#8217;assassinio di <strong>JFK</strong> sono stati organizzati dalla Cia? <strong>Lady Diana</strong> è stata uccisa dai <strong>Servizi Segreti</strong>? I governi spruzzano le <strong>scie chimiche</strong> dagli aerei per uccidere la popolazione? Queste sono alcune delle principali teorie del complotto. Fantasiose e sicuramente creative spiegazioni alternative di eventi reali che rappresentano la quotidianità come cospirazioni da parte di <strong>forze maligne, potentissime, addirittura sataniche.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<h4><strong>Queste spiegazioni hanno molto seguito, quasi il 25% della popolazione, aumentato oggi sicuramente a causa delle fake news sui social network. </strong></h4>
<p>Rob Brotherton, ricercatore in psicologia alla Columbia University e fondatore del sito <em><a href="http://conspiracypsychology.com">conspiracypsychology.com</a></em>, nel saggio<em> Suspicious minds: why we believe conspiracy theories</em> (Menti sospettose, perché crediamo alle teorie del complotto, Bloomsbury, pp. 304, euro 18,66 <a href="https://www.amazon.it/s?k=suspicious+minds+why+we+believe+conspiracy+theories&amp;hvadid=80401820485292&amp;hvbmt=be&amp;hvdev=c&amp;hvqmt=e&amp;tag=amamitsp-21&amp;ref=pd_sl_2cg4vzh75x_e">Suspicious minds</a>) ce ne parla approfonditamente cosi:</p>
<p>«Chiariamo subito: credere a queste teorie non è una cosa da pazzi. Tutt&#8217;altro: sono avvincenti, costruite in maniera ingegnosa. E soddisfano in modo egregio certi bisogni che in alcuni sono più pressanti che in altri.</p>
<p>Ad esempio la <strong>necessità di dare un senso a ciò che accade, di ridurre la complessità del mondo</strong>. Per lo psicologo sociale Viren Swami, dell&#8217;Anglia University, è anche colpa dell&#8217;amigdala, la parte del cervello che ci fa reagire di fronte alle minacce: l&#8217;incertezza e l&#8217;ansia per il futuro la rendono iperattiva, e ciò spinge il cervello a un&#8217;incessante rianalisi delle informazioni a disposizione, nel tentativo di <strong>organizzarle in una narrazione coerente che ci faccia capire cosa sta succedendo</strong>, da chi siamo minacciati e come dovremmo reagire.</p>
<p>E poi, certo, conta anche il desiderio di sentirsi più <strong>perspicaci del &#8220;gregge&#8221;</strong> che si accontenta delle spiegazioni ufficiali delle cose. Chi sposa una teoria ha alte probabilità di credere anche alle altre e per giunta si tratta di convinzioni granitiche.</p>
<p>Le teorie del complotto non solo sono immuni alla confutazione, ma se ne alimentano. Se una cosa sembra una cospirazione, lo è. Se invece non sembra una cospirazione, allora lo è ancora di più. Fa pensare che chi voleva coprirla abbia fatto bene il suo lavoro.</p>
<p>Le prove che contraddicono la teoria sono viste come atti di disinformazione dei cospiratori. Ossia prove del complotto stesso».</p>
<p>Non se ne viene fuori!</p>
<h4>Ma come nascono le teorie del complotto?</h4>
<p>Rob Brotherton ce lo spiega così: «Dall&#8217;ignoranza. O meglio: da <strong>lacune nella comprensione di un evento o di un fenomeno</strong>. Sono narrazioni alternative costruite partendo dai dati che mancano dalle versioni ufficiali o che le contraddicono. I complottisti prendono anomalie irrilevanti, insufficienti da sole a minare la spiegazione ufficiale, e le cuciono insieme in una narrazione coerente, trasformandole in segni di un&#8217;unica cospirazione».</p>
<p>Prendiamo le foto della <strong>missione Apollo</strong>: i complottisti prendono indizi come la bandiera che sembra garrire sulla Luna, in assenza di vento o atmosfera. In realtà la bandiera era stata fissata su una struttura a L rovesciata proprio per tenerla su.</p>
<h4></h4>
<h4>Ma nei blog complottisti nessuno ci crede.</h4>
<p>«Quella del finto allunaggio non è solo una delle teorie del complotto più diffuse sul web, ma è anche una specie di &#8220;cavallo di Troia&#8221; con cui il complottismo si fa strada nelle menti. Viren Swami ha trovato che l<strong>&#8216;esposizione a questa teoria è sufficiente ad aumentare la propensione a credere alle altre</strong>. E un potere simile, come hanno mostrato gli psicologi Karen Douglas e Robert Sutton dell&#8217;Università di Kent, lo ha anche la teoria dell&#8217;<strong>uccisione di Lady Diana da parte dei servizi segreti inglesi</strong>».</p>
<h4></h4>
<h4>Alla domanda, il complottismo è cresciuto con internet?</h4>
<p>Rob Brotherton ci dice «Su internet, dove è facile far girare fandonie ma anche essere sbugiardati, le teorie del complotto hanno subìto una mutazione genetica: oggi tendono ad essere più vaghe e meno circostanziate che in passato. Il complottista da web spesso si limita a evidenziare i punti critici delle versioni ufficiali di un evento e insinuare che qualcuno non stia dicendo la verità. Lo si vede soprattutto con la teoria dell&#8217;11 settembre come &#8220;inside job&#8221;. Tante insinuazioni e allusioni alle lacune della versione ufficiale, ma poche spiegazioni davvero alternative».</p>
<p>Ma perché si crede che il governo Usa abbia avuto un ruolo attivo, o abbia saputo in anticipo e non sia intervenuto per fermare <strong>Al Qaeda</strong>? Una prima risposta è la cosiddetta <strong>fallacia della proporzionalità</strong>.</p>
<h4>«Ci aspettiamo che a causare eventi di grandi proporzioni siano entità altrettanto grandi. Ma non è detto che sia per forza così.</h4>
<p>Credere che le <strong>Twin Towers</strong> siano state tirate giù da una manciata di terroristi è in effetti difficile quanto credere che <strong>nel 1963 l&#8217;uomo più potente del Pianeta sia stato ucciso da un pazzoide isolato</strong> come Lee Harvey Oswald. Una relazione così sproporzionata tra causa ed effetto spaventa. Preferiamo pensare di vivere in un mondo prevedibile».</p>
<h4></h4>
<h4>Quando gli eventi sono così importanti, inoltre, ogni piccola coincidenza diventa «prova» a supporto della tesi cospiratoria.</h4>
<p>Altra base fondamentale per il pensiero complottista è quello che in psicologia è chiamato <strong>errore di attribuzione</strong>: «È la tendenza ad attribuire certi eventi alle caratteristiche personali degli altri e alla loro volontà piuttosto che al caso o a fattori esterni. Si finisce così per pensare che esistano cure contro le malattie peggiori, ma che Big Pharma le tenga nascoste per continuare a lucrare sui farmaci.</p>
<p>Questi errori di valutazione possono farli tutti. «Sono solo l&#8217;accentuazione di normali <strong>processi mentali che tutti condividiamo.</strong> Attaccare i complottisti significa fare come loro: considerare errori comuni come la colpa di un dato gruppo di persone».</p>
<p>In buona sostanza, quando ci troviamo davanti a qualcuno che la pensa diversamente da noi, teniamo presenti questi punti fondamentali sulle differenze tra complotti reali e fantasticati:</p>
<h4><strong>I complotti reali: </strong></h4>
<ol>
<li>Hanno un <strong>focus preciso</strong> e un fine facilmente riassumibile</li>
<li>Coinvolgono un <strong>numero limitato</strong> di attori</li>
<li>Sono messi in pratica in <strong>modo imperfetto</strong>, perché la realtà è imperfetta</li>
<li><strong>Terminano una volta scoperti</strong> e denunciati, cosa che normalmente avviene dopo un periodo piuttosto breve, anche se gli effetti possono persistere a lungo</li>
<li>Non sono raccontabili senza la loro epoca: sono <strong>immanenti a una fase storica</strong> e diventano passato insieme a essa</li>
</ol>
<h4><strong>I complotti fantasticati: </strong></h4>
<ol>
<li>Risultano <strong>&#8220;sfocati&#8221; e dispersivi</strong>, perché hanno il fine più vasto immaginabile: dominare, conquistare o distruggere il mondo.</li>
<li>Coinvolgono un numero di <strong>attori potenzialmente illimitato</strong>, che cresce a ogni resoconto, dato che chiunque neghi l&#8217;esistenza del complotto è presto denunciato come complice. Secondo ogni logica, più persone sono al corrente del complotto e più quest&#8217;ultimo è instabile e a rischio fallimento. Soltanto nella forma mentis cospirazionista, che rovescia la logica dei complotti reali, un complotto è tanto più solido e destinato al successo quante più persone ne fanno parte</li>
<li>Il loro presunto<strong> svolgimento è coerentissimo</strong>, perfetto, tutto è attuato secondo i piani e nel minimo dettaglio, tutto fila liscio. Qualunque cosa succeda era stata prevista. Se qualcosa sembra essere andato storto è perché doveva sembrare che andasse storto.</li>
<li>Proseguono, <strong>vanno avanti indefinitamente</strong>, anche se descritti e denunciati in innumerevoli libri, articoli e documentari.</li>
<li><strong>Sono astorici, trascendono ogni epoca e contesto</strong>. Sono in corso da decenni, secoli, millenni.</li>
</ol>
<h4>Concludo condividendo un simpatico video dell&#8217;amico improvvisatore Francesco Lancia per farvi ridere, riflettendo:</h4>
<p><a href="https://www.youtube.com/watch?v=JCn6SgQ8pZY&amp;t=24s">La Gloriosa Dittatura Sanitaria &#8211; Francesco Lancia</a></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Resilienza</title>
		<link>https://davidecarpanese.it/resilienza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dr. Davide Carpanese]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Jul 2020 07:24:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[resilienza aziende covid]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sfrutto la domenica per riflettere su ciò che sta succedendo in questo periodo di grandi cambiamenti, che ci mette di fronte a delle scelte. Importanti e decisive. Credo che questa condivisione possa essere d’aiuto anche ad altri. Le aziende chiudono e i progetti saltano. Le collaborazioni finiscono, le gare d’appalto vengono bloccate e i Clienti&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Sfrutto la domenica per riflettere su ciò che sta succedendo in questo periodo di grandi cambiamenti, che ci mette di fronte a delle scelte. Importanti e decisive.</p>



<p>Credo che questa condivisione possa essere d’aiuto anche ad altri.</p>



<p>Le aziende chiudono e i progetti saltano. Le collaborazioni finiscono, le gare d’appalto vengono bloccate e i Clienti cambiano fornitori. I contratti a cui eravamo abituati, quelli a tempo indeterminato, vengono meno.</p>



<p>Sarà necessario puntare su se stessi e investire tutto il tempo e le risorse necessarie per crescere e innovare.</p>



<p>Ne usciremo cambiati, come da ogni percorso. Più reattivi? Più proattivi? Sicuramente diversi.</p>



<h2><strong>Migliorare grazie ad una capacità: la resilienza</strong></h2>



<p>La resilienza è una proprietà <strong>meccanica</strong>, definita come l&#8217;energia assorbita da un corpo in conseguenza delle deformazioni elastiche.</p>



<p>In ingegneria, viene misurata come la capacità di un materiale di resistere a forze dinamiche, fino a rottura, assorbendo energia con deformazioni elastiche e plastiche.</p>



<p>Nel mio mondo, quello della <strong>psicologia, </strong>la <strong>resilienza</strong> è un concetto che indica la capacità di far fronte in maniera positiva a eventi traumatici, di riorganizzare positivamente la propria vita dinanzi alle difficoltà, di ricostruirsi restando sensibili alle opportunità positive che la vita offre, senza alienare la propria identità.</p>



<p>Il termine <strong>resilienza</strong> richiama la matrice latina del termine (“<em>resilire</em>”, da “<em>re-salire</em>”, saltare indietro, rimbalzare). Esprime infatti la capacità dell’individuo di fronteggiare una situazione stressante, acuta o cronica, ripristinando l’equilibrio psico-fisico precedente allo stress, in certi casi, migliorandolo.</p>



<p>Sono persone resilienti quelle che, immerse in circostanze avverse, riescono, nonostante tutto e talvolta contro ogni previsione, a fronteggiare efficacemente le contrarietà, a dare nuovo slancio alla propria esistenza e persino a raggiungere mete importanti.</p>



<p>Essere<strong> resilienti</strong> implica una dinamica positiva, una capacità di andare avanti nonostante le crisi, e permette la ricostruzione di un percorso di vita.</p>



<p>Si tratta di un dono inestimabile che permette di superare le difficoltà ma che non rende invincibili.</p>



<p>Si possono infatti verificare momenti in cui le situazioni sono troppo pesanti da sopportare, generando un’instabilità più o meno duratura e pervasiva.</p>



<h2><strong>Caratteristiche</strong> della <strong>resilienza</strong></h2>



<p>Le persone più <strong>resilienti</strong> presentano:</p>



<ol>
<li>Impegno, ovvero la tendenza a lasciarsi coinvolgere nelle attività.</li>
<li>Locus of control interno, la convinzione di poter dominare gli eventi che si verificano al punto da non sentirsi in balia degli stessi.</li>
<li>Gusto per le sfide, ossia predisposizione ad accettare i cambiamenti non vivendoli come problematici.</li>
</ol>



<p>Impegno, controllo e gusto per le sfide sono caratteristiche della persona di cui si può avere consapevolezza, perciò possono essere coltivati e incoraggiati. Per questo, la <strong>resilienza</strong> non è una caratteristica che è presente o assente in un individuo.</p>



<p>La resilienza presuppone comportamenti, pensieri ed azioni che possono essere appresi da chiunque.</p>



<h2><strong>Componenti</strong> della <strong>resilienza</strong></h2>
<p>È possibile individuare inoltre cinque componenti che contribuiscono a sviluppare la <strong>resilienza</strong> (Cantoni, 2014).</p>



<ol>
<li>L’Ottimismo. La disposizione a cogliere il lato buono delle cose, è un’importantissima caratteristica umana che promuove il benessere individuale. Chi è ottimista tende a sminuire le difficoltà della vita e a mantenere più lucidità per trovare soluzioni ai problemi (Seligman, 1996).</li>
<li>L’ Autostima. Avere una bassa considerazione di sé ed essere molto autocritici, infatti, conduce a una minore tolleranza delle critiche altrui.</li>
<li>La Robustezza psicologica. Scomponibile in tre sotto-componenti, il controllo (la convinzione di essere in grado di controllare l’ambiente circostante, mobilitando quelle risorse utili per affrontare le situazioni), l’impegno (con la chiara definizione di obiettivi significativi che facilita una visione positiva di ciò che si affronta) e la sfida, che include la visione dei cambiamenti come incentivi e opportunità di crescita piuttosto che come minaccia alle proprie sicurezze.</li>
<li>Il Focus. Focalizzarsi su quello che si possiede invece che su ciò che ci manca.</li>
<li>Il Supporto sociale, proveniente da altri. Essere oggetto di amore e di cure, essere stimati e apprezzati è di fondamentale importanza. La presenza di persone disponibili all’ascolto è efficace poiché smuove il racconto delle proprie sventure. Raccontare è liberarsi dal peso della sofferenza. Se qualcuno ci accoglie in maniera gentile, senza giudizio ne rifiuti, segnerà il passaggio da un racconto tutto interiore, penoso e solitario (che può sfociare in forme di comunicazione delirante) alla condivisione partecipata dell’accaduto.</li>
</ol>



<p>Ecco perché il lavoro terapeutico basato sulla <strong>resilienza,</strong> si basa sulla possibilità dell’individuo di operare delle “trasformazioni cognitive” in momenti critici, definiti <em>turning points</em> (punti di svolta), all’interno di un percorso di recupero da eventi ed esperienze stressanti.</p>



<h2>I fattori costitutivi di alti livelli di resilienza</h2>



<p>A determinare <strong>un alto livello di resilienza</strong> contribuiscono diversi fattori, primo fra tutti quindi la presenza di relazioni con persone premurose e unite, che possano creare un clima di fiducia e di sicurezza, favorendo, così, l’accrescimento del <strong>livello di resilienza</strong>. Gli altri fattori coinvolti sono:</p>



<ul>
<li>una visione positiva di sé ed una buona consapevolezza sia delle abilità possedute che dei punti di forza del proprio carattere;</li>
<li>la capacità di porsi traguardi realistici e di pianificare passi graduali per il loro raggiungimento;</li>
<li>adeguate capacità comunicative e di “problem solving”;</li>
<li>una buona capacità di controllo degli impulsi e delle emozioni.</li>
</ul>



<p>Nella ricerca della strategia più idonea per migliorare il proprio <strong>livello di resilienza</strong> può essere d’aiuto focalizzare l’attenzione sulle esperienze del passato cercando di individuare le risorse che rappresentano i punti di forza personali.</p>



<p>Proprio per queste considerazioni, nei miei corsi di gruppo o nelle sedute di psicoterapia in studio, aiuto le persone nella definizione degli obiettivi in modalità S.M.A.R.T.E.R. e nel focalizzarsi su esperienze passate superate positivamente.</p>



<blockquote class="wp-block-quote">
<p><strong>Quando un’azienda chiude i battenti, puoi solo aprire nuovi portoni!</strong></p>
</blockquote>



<figure class="wp-block-image size-large"><img class="wp-image-772" src="http://davidecarpanese.it/wp-content/uploads/2020/07/img_2877.jpg" alt="" /></figure>
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			</item>
		<item>
		<title>Leadership: Smart People for Smart Companies</title>
		<link>https://davidecarpanese.it/smart-people-for-smart-companies-webinar-on-line-leadership-creativita-team-management/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dr. Davide Carpanese]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jun 2020 19:36:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Corsi]]></category>
		<category><![CDATA[leadership team teambuilding davidecarpanese formazione esperienziale webinar]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ecco una grandissima opportunità finanziata dal Fondo Sociale Europeo per dipendenti di aziende venete. Per questo percorso gestirò la formazione e la facilitazione per Eduforma &#8211; strumenti su misura per la persona. I processi aziendali in cui un leder opera sono: gestire il personale e relazionarsi con i dirigenti, motivare i membri dello staff, fronteggiare&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Ecco una grandissima opportunità finanziata dal Fondo Sociale Europeo per dipendenti di aziende venete. Per questo percorso gestirò la formazione e la facilitazione per Eduforma &#8211; strumenti su misura per la persona.</p>



<p>I processi aziendali in cui un leder opera sono:</p>



<ul>
<li>gestire il personale e relazionarsi con i dirigenti,</li>
<li>motivare i membri dello staff,</li>
<li>fronteggiare situazioni problematiche,</li>
<li>raggiungere gli obiettivi rilevanti,</li>
<li>portare l’intera azienda verso il successo.</li>
</ul>



<p>Si tratta delle qualità che caratterizzano il leader e il ruolo che ricopre all’interno di una struttura.</p>



<p>Il leader è chiamato a gestire i problemi e le conflittualità interne al gruppo. Il leader rappresenta il punto di riferimento a cui i membri del team possono rivolgersi. Un buon leader getta le basi per un clima di lavoro disteso, collaborativo e stimolante.</p>



<p>Una leadership aziendale che riesca a sviluppare al massimo queste caratteristiche può eseguire il suo compito e portare tutta la società verso il successo.</p>



<p>Nel corso valorizzerò nei partecipanti le doti di leadership. Ottimizzeremo lo stile manageriale nelle diverse realtà organizzative. Trasferirò strumenti necessari per accrescere il livello di efficacia nella gestione delle risorse umane.</p>



<p>In modalità webinar sarà particolare e innovativo.</p>



<p>Ho già in mente delle attività per ingaggiare i partecipanti.</p>



<div class="wp-block-buttons">
<div class="wp-block-button"><a class="wp-block-button__link" style="border-radius: 4px;" href="https://www.eduforma.it/corsi/smart-people-for-smart-companies-leadership-creativita-team-management/">Per maggiori info e iscrizioni CLICCA QUI! </a></div>
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			</item>
		<item>
		<title>Il lockdown visto da due psicologi</title>
		<link>https://davidecarpanese.it/il-lockdown-visto-da-due-psicologi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dr. Davide Carpanese]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Jun 2020 16:40:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[lockdown coronavirus covid19 psicologia psicologi psicoterapia terapia davidecarpanese giadafratantonio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Terminato il lockdown ho avuto il piacere di fare una chiacchierata con una collega rispetto al periodo appena trascorso. Spunti interessanti per la nostra professione ed in generale, sulla nostra percezione del #coronavirus. Buona visione!</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Terminato il lockdown ho avuto il piacere di fare una chiacchierata con una collega rispetto al periodo appena trascorso.</p>



<p>Spunti interessanti per la nostra professione ed in generale, sulla nostra percezione del #coronavirus.</p>



<p>Buona visione!</p>



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		<title>Il lago fa bene!</title>
		<link>https://davidecarpanese.it/il-lago-fa-bene/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dr. Davide Carpanese]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2020 15:47:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il lago è simbolo della nascita, proprio per la sua forma concava e contenitiva rimanda ad un senso di accoglienza e di protezione umida e ricettiva, un grembo materno, luogo in cui ritirarsi per riacquistare le forze e riemergere risanati. Il lago è il connubio perfetto tra i due colori tra i più rilassanti che&#8230;</p>
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<p>Il lago è simbolo della nascita, proprio per la sua forma concava e contenitiva rimanda ad un senso di accoglienza e di protezione umida e ricettiva, un grembo materno, luogo in cui ritirarsi per riacquistare le forze e riemergere risanati.</p>



<p>Il lago è il connubio perfetto tra i due colori tra i più rilassanti che danno un’idea di tranquillità e di relax: il verde e l’azzurro che hanno un effetto calmante per la mente perché trasmettono calma, sincerità e senso di responsabilità.</p>



<p>Il verde è il colore della natura, l’azzurro è quello del cielo.</p>



<p>C&#8217;è un forte legame tra il nostro benessere e il luogo dove abitiamo: ci sono alcune località che sembrano quasi invitarci a rallentare, dove si respira meglio e dove basta una piccola passeggiata per ridurre l&#8217;ansia. Il Lago di Garda è sicuramente uno di questi posti, grazie alle sue acque e alle montagne che lo circondano. Sono infatti tanti gli studi scientifici che dimostrano come vivere vicino all&#8217;acqua e in montagna abbia effetti positivi sul nostro benessere psico-fisico.</p>



<p>Una casa sul lago riduce l&#8217;ansia. Osservare l’acqua e lo spazio blu ogni giorno ci permette di rilassarci e di ridurre lo stress. È un alleato per il nostro benessere psicologico e il suo rumore ci aiuta a rilassarci e a calmare stati d’ansia.</p>



<p>L’acqua ci rende felici. Molte statistiche, studi, esperienze e scoperte delle neuroscienze dimostrano come l’acqua, che sia fiume, lago, mare o oceano, rilasci dopamina, serotonina e ossitocina, tutte sostanze chimiche collegata alla nostra felicità. Forse è perché siamo fatti del 75% d’acqua, forse perché è il nostro primo habitat, nel grembo materno. Sta di fatto che abbiamo un fortissimo legame emozionale e istintivo con l’acqua. La montagna è salutare.</p>



<p>L’aria pura, la lontananza con l’inquinamento delle città e la bellezza della natura che la vive rendono la montagna un luogo perfetto per rigenerarsi. L’aria di montagna è rarefatta a causa della pressione più bassa: per compensare, i nostri globuli rossi migliorano la propria capacità di trattenere e trasportare l’ossigeno, rendendoci più energici e migliorando le nostre prestazioni fisiche. Ricordiamo inoltre che l’aria di montagna è un toccasana per chi soffre di allergie respiratorie.</p>



<p>Infine la natura ci rende più creativi. Tutta la natura, dal ruscello al bosco, dall’albero al lago, ci aiuta a vivere meglio. Immergersi in ambienti naturali aumenta la creatività, stimolando idee e concentrazione. I risultati sono ancora più sorprendenti (si arriva a un miglioramento del 50%) se ci concediamo qualche momento tra i boschi e i laghi dimenticandoci completamente della tecnologia. Sembra proprio che vivere circondati da acqua cristallina e da incredibili montagne sia tra le scelte migliori!</p>
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		<title>Psicoterapeuta ad indirizzo Cognitivo-Costruttivista: cosa vuol dire?</title>
		<link>https://davidecarpanese.it/psicoterapeuta-ad-indirizzo-cognitivo-costruttivista-cosa-vuol-dire/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dr. Davide Carpanese]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2020 10:19:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[costrutti]]></category>
		<category><![CDATA[davidecarpanese]]></category>
		<category><![CDATA[George Kelly]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[psicologo]]></category>
		<category><![CDATA[psicoterapia]]></category>
		<category><![CDATA[terapia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E&#8217; possibile cambiare il pensiero e l&#8217;agire attraverso l&#8217;uso delle metafore? Molte volte i miei pazienti e le persone con cui collaboro mi chiedono quale sia il mio approccio professionale. Questo mi fa pensare al fatto che abbiano già avuto modo di confrontarsi con altri professionisti. Questi ultimi aderenti ad approcci diversi dal mio o&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>E&#8217; possibile cambiare il pensiero e l&#8217;agire attraverso l&#8217;uso delle metafore?</p>
<p>Molte volte i miei pazienti e le persone con cui collaboro mi chiedono quale sia il mio approccio professionale.</p>
<p>Questo mi fa pensare al fatto che abbiano già avuto modo di confrontarsi con altri professionisti.</p>
<p>Questi ultimi aderenti ad approcci diversi dal mio o semplicemente sono molto interessati alla storia della psicologia.</p>
<p>Io baso molte delle mie attività, formative, di coaching e di psicoterapia, sulla Teoria dei costrutti personali di <strong>George Kelly</strong>.</p>



<p>L’idea alla base della <strong>teoria dei costrutti personali</strong> è che crescendo ci costruiamo una serie di rappresentazioni mentali che utilizziamo per interpretare gli eventi.</p>
<p>Queste rappresentazioni si basano sull’esperienza e sull’osservazione.</p>



<h4>Da dove deriva questo approccio?</h4>



<p>Negli anni 50 la psicoanalisi e il comportamentismo hanno prodotto importanti evidenze scientifiche a favore della conoscenza del funzionamento psicologico degli esseri umani. La teoria dei costrutti personali di George Kelly si pone in una posizione intermedia tra le due teorie dominanti a quei tempi.</p>



<p>Kelly prende dal <strong>comportamentismo</strong> l’importanza dell’apprendimento nella determinazione della personalità. Dalla <strong>psicoanalisi</strong> invece viene l’idea che esistono una serie di convinzioni inconsce costituite a partire dalle esperienze significative precoci.</p>



<p>Ne deriva una teoria cognitiva sulla costruzione dell’<strong>esperienza</strong> e, in parte, dell’identità personale.</p>



<h4>I Costrutti personali</h4>



<p>I costrutti personali non sono puri concetti, in quanto appiattirebbero il significato stesso della costruzione.</p>



<p>I costrutti sono degli schemi mentali, delle <strong>&#8220;lenti&#8221;</strong> attraverso cui diamo senso alle nostre vicende in rapporto al mondo.</p>
<p>Facciamo esperienza del mondo attraverso le &#8220;lenti&#8221; dei nostri costrutti. I costrutti così influenzano il nostro pensare e agire.</p>





<p>La <a href="http://davidecarpanese.it/dalla-metafora-dellacqua-%f0%9f%92%a7-e-quella-della-foglia-%f0%9f%8d%83-alla-metafora-dello-stormo-di-uccelli-%f0%9f%a6%85/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>psicoterapia costruttivista</strong> </a>rappresenta un processo creativo ed ha la finalità di promuovere l’acquisizione di nuove modalità di comprensione. Nel contesto terapeutico c’è una lenta fase di costruzione che permette di considerare nuove ipotesi, nuovi modi di immaginare e di vedersi. Vengono usate <strong>metafore</strong> e <strong>analogie</strong> che aiutano a fare spazio a nuove <strong>dimensioni di significato</strong>. Attraverso le metafore è possibile cambiare il pensiero e l&#8217;agire.</p>



<p>Proprio attraverso l’esperienza presente gettiamo le basi per un nuovo modo di comprendere il futuro.</p>



<p>Generalmente costruiamo la comprensione degli eventi mediante repliche delle lezioni tratte in passato. Quindi tendiamo ad anticipare gli eventi secondo le nostre aspettative e siamo più propensi ad attribuire un significato piuttosto che un altro a ciò che ci succede. L’aspetto relativo alla costruzione dell’esperienza consiste nel fatto che gli eventi sono caratterizzati da processi di somiglianza e di contrasto, inerenti il passato ma che si rivelano nel momento presente e, pertanto, portano a ricostruire continuamente la nostra esperienza. Con questo approccio possiamo cambiare il pensiero e l&#8217;agire con le metafore.</p>



<h4>Dal libro di Kelly</h4>



<blockquote class="wp-block-quote">
<p><em>“Un costrutto, come la stessa radice semantica lascia intuire, è l’unità elementare di discriminazione attraverso la quale si attua il processo di costruzione. È una dimensione di senso, un asse di riferimento, un criterio fondamentale di valutazione […] I costrutti sono le chiavi di lettura che rendono il mondo intelligibile: se non disponessimo di tali criteri di discriminazione, il fluire degli eventi ci apparirebbe indifferenziato e di conseguenza privo di significato” </em></p>
<p><strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/George_Kelly" target="_blank" rel="noreferrer noopener">George Kelly</a></strong></p>
</blockquote>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="729" class="wp-image-741" src="http://davidecarpanese.it/wp-content/uploads/2020/06/img_2333-1024x729.jpg" alt="cambiare il pensiero e l'agire con le metafore" srcset="https://davidecarpanese.it/wp-content/uploads/2020/06/img_2333-1024x729.jpg 1024w, https://davidecarpanese.it/wp-content/uploads/2020/06/img_2333-300x214.jpg 300w, https://davidecarpanese.it/wp-content/uploads/2020/06/img_2333-768x547.jpg 768w, https://davidecarpanese.it/wp-content/uploads/2020/06/img_2333.jpg 1242w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" />
<figcaption>Parte della mia biblioteca</figcaption>
</figure>
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		<title>Lorenzo Quinn, Building Bridges</title>
		<link>https://davidecarpanese.it/lorenzo-quinn-building-bridges/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dr. Davide Carpanese]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 May 2020 07:03:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[arte scultura lorenzoquinn mani ponti ponte Lorenzo Quinn Building Bridges davidecarpanese]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sono stato a Venezia martedì, avevo impegno lavorativo. Era tutto chiuso, una sensazione stranissima. Ho fatto una lunga camminata scattando qualche foto. Mi sono recato in Arsenale dove non ero mai stato. La mia motivazione era vedere da vicino l’opera di Lorenzo Quinn, Building Bridges. Ero rimasto estasiato 2 anni fa nel vedere dal vivo&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Sono stato a Venezia martedì, avevo impegno lavorativo. Era tutto chiuso, una sensazione stranissima.</p>



<p>Ho fatto una lunga camminata scattando qualche foto. Mi sono recato in Arsenale dove non ero mai stato. La mia motivazione era vedere da vicino l’opera di Lorenzo Quinn, Building Bridges.</p>



<p>Ero rimasto estasiato 2 anni fa nel vedere dal vivo Support, installazione di 2 gigantesche mani che uscivano dal Canal Grande per sorreggere un palazzo. Il messaggio di quest’opera era la sensibilizzazione sulle pesanti conseguenze che il cambiamento climatico ha su Venezia e più in generale sul pianeta e sull’uomo.</p>



<p>Con un po’ di fatica e con l’idea di non poterci arrivare così vicino, riesco ad entrare in Arsenale e gustarmi Building Bridges, in solitaria. Una gigantesca installazione costituita da 6 coppie di mani che partono dai due argini per intrecciarsi e formare un ponte.</p>



<p>L’opera, alta 15 metri e lunga 20, vuole celebrare 6 valori universali dell’uomo, e la scelta di Venezia non è casuale: “Venezia è una città patrimonio mondiale ed è la città dei ponti. È il luogo ideale per diffondere un messaggio di unità mondiale e pace in modo che molti di noi in tutto il mondo costruiscano ponti con gli altri piuttosto che muri e barriere” ha spiegato l’artista per raccontare l’opera più grande che abbia mai realizzato fino ad ora. Amicizia, saggezza, aiuto, fede, speranza e amore: valori che insieme costituiscono un messaggio di pace e di comunanza, atto a permettere l’incontro tra culture e il superamento delle divisioni.</p>



<p class="has-text-align-left">Con le mani facciamo tutto: il bene e il male, diamo piacere e sofferenza, accarezziamo i nostri figli e osteggiamo i nostri nemici. Le mani sono uno strumento fondamentale per l’artista, perché permettono di agire e lavorare per costruire qualcosa, come singoli e come comunità. Attraverso le mani Quinn crea arte visibile a tutti, considerata vero patrimonio del mondo, senza frontiere e limiti.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="995" height="1024" src="http://davidecarpanese.it/wp-content/uploads/2020/05/img_1258-2-995x1024.jpg" alt="" class="wp-image-726" srcset="https://davidecarpanese.it/wp-content/uploads/2020/05/img_1258-2-995x1024.jpg 995w, https://davidecarpanese.it/wp-content/uploads/2020/05/img_1258-2-291x300.jpg 291w, https://davidecarpanese.it/wp-content/uploads/2020/05/img_1258-2-768x791.jpg 768w, https://davidecarpanese.it/wp-content/uploads/2020/05/img_1258-2-1492x1536.jpg 1492w, https://davidecarpanese.it/wp-content/uploads/2020/05/img_1258-2-1989x2048.jpg 1989w" sizes="(max-width: 995px) 100vw, 995px" /><figcaption><strong>Lorenzo Quinn, Building Bridges</strong></figcaption></figure>
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		<item>
		<title>Sveglia! Il mondo è ammalato ma per colpa di chi?</title>
		<link>https://davidecarpanese.it/sveglia-il-mondo-e-ammalato-ma-per-colpa-di-chi-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dr. Davide Carpanese]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 May 2020 15:00:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[2020]]></category>
		<category><![CDATA[corona]]></category>
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		<category><![CDATA[psicoterapeuta]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il titolo di questo articolo prende spunto dalla famosa canzone di Adelmo Fornaciari, noto anche con lo pseudonimo di Zucchero. Siamo in un periodo di distanziamento sociale obbligato: nei negozi si entra con guanti e mascherina protettiva, il personale ti ricorda la distanza tra avventori e contingenta gli ingressi, alle casse è necessario accedere in&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il titolo di questo articolo prende spunto dalla famosa canzone di Adelmo Fornaciari, noto anche con lo pseudonimo di Zucchero.</p>



<p>Siamo in un periodo di distanziamento sociale obbligato: nei negozi si entra con guanti e mascherina protettiva, il personale ti ricorda la distanza tra avventori e contingenta gli ingressi, alle casse è necessario accedere in maniera dilazionata e si parla con gli operatori attraverso vetri o plexiglas.</p>



<p>Oggi sono andato in un negozio correttamente munito di mascherina e guanti monouso, per una piccola spesa e successivamente mi sono recato alle casse per pagare.</p>



<p>Resto in piedi in coda e rispetto le distanze imposte per legge e contrassegnate da nastro adesivo sul pavimento. La signora davanti a me mi intima con tono minaccioso: “può stare più indietro?”. Io annuisco ed indietreggio per evitare inutili discussioni.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="900" height="1024" src="http://davidecarpanese.it/wp-content/uploads/2020/05/img_1037-3-900x1024.jpg" alt="" class="wp-image-719" srcset="https://davidecarpanese.it/wp-content/uploads/2020/05/img_1037-3-900x1024.jpg 900w, https://davidecarpanese.it/wp-content/uploads/2020/05/img_1037-3-264x300.jpg 264w, https://davidecarpanese.it/wp-content/uploads/2020/05/img_1037-3-768x874.jpg 768w, https://davidecarpanese.it/wp-content/uploads/2020/05/img_1037-3-1350x1536.jpg 1350w, https://davidecarpanese.it/wp-content/uploads/2020/05/img_1037-3-1800x2048.jpg 1800w, https://davidecarpanese.it/wp-content/uploads/2020/05/img_1037-3.jpg 1944w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /><figcaption>Eccomi bardato per la missione</figcaption></figure>



<p>Al che ho iniziato a riflettere sul fatto che è necessario attenersi a ciò che ci viene richiesto, senza essere troppo aggressivi, con il rischio di infastidire il prossimo.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1487" height="2560" src="http://davidecarpanese.it/wp-content/uploads/2020/05/img_1036-3-scaled.jpg" alt="" class="wp-image-720" srcset="https://davidecarpanese.it/wp-content/uploads/2020/05/img_1036-3-scaled.jpg 1487w, https://davidecarpanese.it/wp-content/uploads/2020/05/img_1036-3-174x300.jpg 174w, https://davidecarpanese.it/wp-content/uploads/2020/05/img_1036-3-595x1024.jpg 595w, https://davidecarpanese.it/wp-content/uploads/2020/05/img_1036-3-768x1322.jpg 768w, https://davidecarpanese.it/wp-content/uploads/2020/05/img_1036-3-892x1536.jpg 892w, https://davidecarpanese.it/wp-content/uploads/2020/05/img_1036-3-1190x2048.jpg 1190w" sizes="(max-width: 1487px) 100vw, 1487px" /></figure>



<p>Per affrontare la salute mentale e gli aspetti psicosociali dell&#8217;epidemia di COVID-19 si fa riferimento ad un termine composito &#8220;salute mentale e supporto psicosociale&#8221; (MHPSS) usato nelle Linee Guida del Comitato Permanente Inter-Agenzie (IASC) per i MHPSS nei Pronto Soccorsi per descrivere &#8220;qualsiasi tipo di supporto locale o esterno che mira a proteggere o promuovere il benessere psicosociale e/o prevenire o trattare le condizioni di salute mentale&#8221;.</p>



<p>Nelle linee guida IASC per MHPSS in situazioni di emergenza raccomandano l&#8217;integrazione di più livelli di intervento nell&#8217;ambito delle attività di risposta alle epidemie. Questi livelli si allineano con uno spettro di salute mentale e bisogni psicosociali e sono rappresentati in una piramide di interventi che vanno dall&#8217;incorporare considerazioni sociali e culturali nei servizi di base, al fornire servizi specializzati per le persone con condizioni più gravi. I principi fondamentali includono: non danneggiare, promuovere i diritti umani e l&#8217;uguaglianza, utilizzare approcci partecipativi, basarsi sulle risorse e capacità esistenti, adottare interventi multilivello e lavorare con sistemi di supporto integrati.</p>



<p>In qualsiasi epidemia, è comune che le persone si sentano stressate e preoccupate. Risposte comuni delle persone colpite (sia direttamente che indirettamente) potrebbero includere:</p>



<p>Paura di ammalarsi e morire</p>



<p>Evitare di avvicinarsi alle strutture sanitarie per paura di essere infettati durante le cure</p>



<p>Paura di perdere mezzi di sussistenza, di non essere in grado di lavorare durante l&#8217;isolamento e di essere licenziati dal lavoro</p>



<p>Paura di essere socialmente esclusi / messi in quarantena a causa dell&#8217;associazione con la malattia (ad es. razzismo contro persone che provengono o sono percepite come provenienti da aree colpite)</p>



<p>Sentirsi impotenti nel proteggere i propri cari e la paura di perdere i propri cari a causa del virus</p>



<p>Paura di separarsi dalle persone care e dai caregiver a causa del regime di quarantena</p>



<p>Rifiuto di prendersi cura di minori non accompagnati o separati, persone con disabilità o anziani a causa della paura dell&#8217; infezione, perché i genitori o gli operatori sanitari sono stati messi in quarantena</p>



<p>Sensazione di impotenza, noia, solitudine e depressione dovute all&#8217;isolamento</p>



<p>Paura di rivivere l&#8217;esperienza di un&#8217;epidemia precedente</p>



<p>Le emergenze sono sempre stressanti, ma fattori di stress specifici dell&#8217;epidemia COVID- 19 influenzano la popolazione.<br>Gli stress includono:</p>



<p>Rischio di essere infettati ed infettare gli altri, soprattutto se la modalità di trasmissione di COVID-19 non è al 100% chiara</p>



<p>Sintomi comuni di altri problemi di salute (ad es. Febbre) possono essere confusi con COVID-19 e portare alla paura di essere infetto</p>



<p>I caregivers possono sentirsi sempre più preoccupati per il fatto che i loro figli siano a casa da soli (a causa della chiusura delle scuole) senza cure e supporto adeguati. La chiusura delle scuole può avere un effetto differente sulle donne, le quali forniscono la maggior parte dell&#8217;assistenza all&#8217;interno delle famiglie, con conseguente limitazione del loro lavoro e delle opportunità economiche.</p>



<p>Rischio di deterioramento della salute fisica e mentale delle persone vulnerabili, ad esempio gli anziani (Intervento 1) e le persone con disabilità (Intervento 2), se gli operatori sanitari vengono messi in quarantena e se altre cure/ supporto non sono garantite.</p>



<p><a href="http://www.salute.gov.it/nuovocoronavirus">Fonte: Ministero della Salute</a></p>



<p>Sono dell’idea che una parte importante del lavoro che noi psicologi stiamo già svolgendo, arriverà a breve per gestire tutto ciò che il COVID-19 lascerà a livello mentale.</p>
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		<title>“Dulcis in fundo” o “In cauda venenum”: la potenza comunicativa della lingua latina</title>
		<link>https://davidecarpanese.it/la-potenza-della-lingua-latina/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dr. Davide Carpanese]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Apr 2020 16:22:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
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		<category><![CDATA[latino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Oggi al telefono con un collega abbiamo rivangato la potenza comunicativa di quella che in molti reputano una “lingua morta”: il latino. Al liceo ho sempre avuto molta difficoltà a studiarlo, proprio perché pensavo non servisse. In età adulta invece mi sto rendendo conto di quanto potente sia il latino e di quanto utili siano&#8230;</p>
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<p>Oggi al telefono con un collega abbiamo rivangato la potenza comunicativa di quella che in molti reputano una “lingua morta”: il latino.</p>



<p>Al liceo ho sempre avuto molta difficoltà a studiarlo, proprio perché pensavo non servisse. In età adulta invece mi sto rendendo conto di quanto potente sia il latino e di quanto utili siano tutte le frasi che portiamo dal passato nel nostro presente e manterremo per i posteri.</p>



<p>Queste citazioni latine sono scolpite nella pietra, immortali. Tutto ciò che scriviamo oggi è per la maggior parte digitale. Cosa rimarrà a chi verrà dopo di noi? Qui sotto la citazione latina che descrive pienamente il concetto.</p>



<blockquote class="wp-block-quote">
<p>VERBA VOLANT SCRIPTA MANENT</p>
<cite>Caio Tito</cite></blockquote>



<p>Approfondendo la questione siamo arrivati anche a due locuzioni latine che pensavo in antitesi tra loro ma in realtà veicolano lo stesso significato.</p>



<p>“Dulcis in fundo” è un&#8217;espressione che significa &#8220;il dolce giunge alla fine del pranzo&#8221;. Quest&#8217;espressione sembra opporsi alla locuzione latina “In cauda venenum”, indicante l’intento di tenersi il colpo letale al termine di un processo apparentemente innocuo.</p>



<p>In realtà anche “dulcis in fundo” è utilizzata con il medesimo significato, con la stessa ambiguità dell&#8217;espressione italiana &#8220;adesso viene il bello!&#8221; sottolineata da inflessione del tono di voce che ne dà il corretto significato.</p>



<p>“In cauda venenum” si riferisce allo scorpione che sarebbe poco pericoloso, ma ha una coda altamente velenosa. La locuzione viene usata quando un oratore inizia un discorso in maniera positiva e carezzevole, mettendo volutamente la stoccata alla fine.</p>



<h2>Il latino è una lingua indoeuropea, alla base dello sviluppo di moltissime lingue attualmente parlate.</h2>
<p>Studiare Latino permette diversi benefici quali:</p>



<p>&#8211; conoscere i grandi autori del passato.</p>



<p>&#8211; sviluppare la logica dato che lo studio di una lingua antica insegna a ragionare diversamente da come siamo abituati.</p>



<p>&#8211; conoscere le proprie radici poiché spalanca la comprensione del presente come epoca che è figlia di un passato.</p>



<p>&#8211; sviluppare l’uso della metafora, utilizzabile in moltissime situazioni, finanche nel contesto terapeutico con il paziente.</p>



<p>&#8211; fortificare il linguaggio e le parole.</p>



<h2>La lingua e la parola raccontano la storia di una civiltà, dell’evoluzione umana, della cultura di un popolo.</h2>
<p>Prendiamo ad esempio il termine “cultura”: esso descrive una storia, racconta una parte dell’avventura umana. Il verbo che è alla base della parola “cultura” sottolinea e descrive il passaggio dell’uomo dalla condizione nomade a quella sedentaria. Il verbo significa “coltivare”, “abitare”, “venerare”. Un popolo che diventa sedentario ha imparato a coltivare la terra, la abita e venera le divinità del luogo. Nel termine “cultura” risiede questo radicamento nelle proprie origini e nella propria terra, senza il quale non è possibile crescere e dare frutti. Da questo radicamento nasce la possibilità di trarre linfa vitale, la possibilità di germogliare e di crescere nel fusto dando buoni frutti. La cultura quindi deriva da un passato, il terreno in cui siamo cresciuti e si apre ad una domanda sul presente e sul futuro.</p>



<p>Come diceva G. Kelly: “La psicoterapia deve concentrarsi sulla creazione di nuove /ipotesi/previsioni che costituiscano un livello più elevato verso l’invenzione di un nuovo sistema di significati, piuttosto che cercare di riparare o rattoppare i guasti del sistema corrente”.</p>



<p>Proprio per questo è importante avere un ottimo uso del linguaggio poiché come principali strumenti lavorativi con la persona, uno psicoterapeuta usa l’ascolto e la parola.</p>
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